mercoledì 18 gennaio, 2017
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Cav costretto a implorare Veronica? La beffa dolorosa: lei lo salverà se…

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Cav costretto a implorare Veronica? La beffa dolorosa: lei lo salverà se…

Mediaset-Vivendi, il pressing di Fininvest sui piccoli azionisti: c’è anche Veronica Lario

Vivendi continua l’assedio a Mediaset: azione dopo azione, tenta la scalata per ottenere il controllo del Biscione. Ad oggi i francesi sono fermi al 28,8% (pari al 29,9% dei diritti di voto), mentre Fininvest, socio di maggioranza, conta il 38,26% (39,77% dei diritti di voto). Per entrambi i gruppi, un piccolo passo in avanti significherebbe lanciare un’Opa in tutto e per tutto. Ed è in questo contesto, dunque, che Silvio Berlusconi e la sua famiglia, come sottolinea il Corriere della Sera, compulsano il libro soci di Mediaset, ossia un database di 90mila nomi che raccoglie tutti gli azionisti. Una sorta di anagrafe di chi non partecipa alle assemblee ed è sotto alle soglie Consob che obbligano le comunicazioni al mercato. Utile, per capire su quali azionisti il Cavaliere possa far leva per evitare che Vivendi gli rubi le televisioni (anche se il database è statico, ossia relativo allo stacco dell’ultima cedola nel 2016: insomma non si può sapere se dopo il dividendo quelle azioni sono state già vendute).

E così, scorrendo il libro dei soci, si scopre per esempio che il re d’Arabia allo stacco del dividendo 2016 aveva in mano circa il 2% delle azioni Mediaset, pari a circa 80 milioni del valore attuale. Avrà venduto? Improbabile: su di lui, dunque, si potrà “lavorare”. E ancora, Guido Leiballi da Conegliano, provincia di Treviso, che ha azioni per 2,5 milioni di euro ed è il numero uno tra i soci persone fisiche di Mediaset. Ma tra i nomi più curiosi ecco anche quello dell’ex moglie di Berlusconi, Veronica Lario, che ha in mano 400mila azioni. Si delinea, insomma, uno scenario curioso e un poco perverso: Silvio potrebbe essere costretto a chiedere aiuto proprio a Veronica, che in un qualche modo, dunque, continua a tormentarlo. Stessa quota di cedole, per inciso, le ha Fedele Confalonieri, che per certo non le mollerà a Vivendi neppure sotto tortura.

E ancora, per recuperare altri “zero virgola” fondamentali per mantenere il controllo del Biscione, dal libro spuntano fuori i nomi dei manager di punta del gruppo (Adreani e Cannatelli), dei parenti come Paolo Berlusconi e di ex campioni del Milan, come Andrea Pirlo. E ancora, le società di famiglia come la Holding Italiana Quarta di Marina Berlusconi, con 320mila azioni, o il vecchio amico Ennio Doris. Un esercito di piccoli azionisti sui quali Berlusconi può contare o provare a far leva, anche se per ora l’opzione non sembra imminente. Diventerà invece di strettissima attualità quando si andrà alla conta in assemblea: Vivendi, ad oggi, potrebbe già convocarla e tentare di forzare la governance facendo entrare i suoi uomini in consiglio, ed è proprio in quel momento che i già citati “zero virgola”, messi insieme, assumeranno un peso specifico molto maggiore.

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