Instanbul, 1 gennaio 2017 – Il 2017 si apre con un nuovo attentato. Nel mirino una discoteca di Istanbul, dove un uomo travestito da Babbo Natale ha sparato sulla folla causando almeno 35 morti e una quarantina di feriti. L’attacco è avvenuto verso l’1.30 ora locale (le 23.30 in Italia) all’interno del ‘Reina’, un night molto frequentato del quartiere di Ortakoy, nel distretto di Besiktas.

L’assalitore è stato ripreso – probabilmente con un telefonino – da un giornalista turco presente al party di Capodanno e il video è diventato subito virale su Twitter e sui social network. Il locale, come si vede dalle immagini, è completamente a soqquadro.

Al momento dell’attacco nella discoteca c’erano centinaia di persone che stavano festeggiano l’arrivo del nuovo anno. Secondo testimoni molti ospiti si sono addirittura gettati elle acque dello stretto del Bosforo per tentare di sfuggire ai colpi di kalashnikov degli assalitori. Su Twitter circolano anche i filmati dei festeggiamenti prima che l’attacco venisse sferrato.

L’Unità di crisi della Farnesina è attiva e in contatto con il Consolato generale italiano ad Istanbul “per le verifiche di rito” su eventuali connazionali coinvolti. Istanbul è infatti una meta molto gettonata dal turismo occidentale.

Ancora difficile da capire la matrice di quello che il governatore della provincia Vasip Sahin ha definito “un attacco terroristico”. Alcuni testimoni hanno riferito di aver sentito il killer parlare in arabo, ma non si può escludere nemmeno la pista interna come avvenuto il 10 dicembre scorso quando i morti furono 38. Allora però nel mirino c’erano le forze di polizia, in tenuta antisommossa attorno alla stadio per la partita di calcio. Infatti l’attentato fu rivendicato dal Tak, i Falconi della libertà del Kurdistan, fazione scissionista del Pkk. Difficile comunque non vedere un collegamento con la tregua sancita due giorni fa in Siria, grazie alla troika composta da Russia, Iran e Turchia. Accordo, sottoscritto anche da Assad e dai ribelli, che taglia però fuori la parte curda della popolazione. Se fosse un attacco di matrice interna potrebbe pertanto essere una possibile protesta nei confronti delle riforme del presidente Recep Tayyip Erdogan, che tendono a schiacciare qualsiasi tipo di opposizione o di minoranza.